{"id":825,"date":"2014-11-28T16:09:42","date_gmt":"2014-11-28T14:09:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.emmeeffe.org\/?p=825"},"modified":"2014-11-28T16:19:20","modified_gmt":"2014-11-28T14:19:20","slug":"le-mie-due-righe-sullultimo-album-dei-pink-floyd","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.emmeeffe.org\/?p=825","title":{"rendered":"Le mie due righe sull&#8217;ultimo album dei Pink Floyd"},"content":{"rendered":"<p>All&#8217;oggetto del tuo amore perdoneresti tutto,<br \/>\nanche robe come &#8220;The Final Cut&#8221;, per dire&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Vabbe&#8217; dai, qualche riga in pi\u00f9 la scrivo: il primo contatto coi Pink Floyd dev&#8217;essere stato sicuramente il passaggio per radio di &#8220;Another Brick in The Wall&#8221;, uscito quando ero dodicenne e ascoltavo la radio, ma \u00e8 stato un contatto distratto, quasi spaventato da quel video coi cartoni di Gerald Scarf e da quella cupezza nebbiosa tipica delle grandi metropoli britanniche.<br \/>\nIl vero primo contatto avvenne il giorno in cui mio padre mi port\u00f2 a comperare l&#8217;impianto stereo, sar\u00e0 stato l&#8217;inizio del 1982 o gi\u00f9 di l\u00ec: nel registratore a cassette che avrebbe composto il primo abbozzo del mio impianto hi-fi, girava una cassetta che mi ha subito talmente ipnotizzato da non capire il titolo del disco che vi era registrato sopra: mi limitai a memorizzare che era dei Pink Floyd (ed era facile, in quegli anni era uno dei gruppi pi\u00f9 famosi in circolazione) e che era inciso su una cassetta &#8220;al cromo&#8221;, segno indiscutibile di qualit\u00e0.<br \/>\nCon calma, perch\u00e9 le finanze di un quattordicenne ai tempi erano quello che erano, cominciai a cercare disperatamente il disco dal titolo misterioso, che mi aveva ipnotizzato nel negozio di componenti hi-fi per quelle quattro note di chitarra su un tappeto di sintetizzatori. Non sapendo il titolo, per\u00f2, era cosa dura: sapevo che c&#8217;era in circolazione un disco con un muro sulla copertina che era il loro ultimo disco, di cui parlavano tutti. Allora andavo a caso: quando mio padre regal\u00f2 il giradischi a me e a mio fratello, chiesi a mio fratello che mi comprasse &#8220;quel&#8221; disco dei Pink Floyd, ma lui port\u00f2 a casa &#8220;Animals&#8221;, mio secondo 33 giri, stranissimo, con solo 5 &#8220;canzoni&#8221;, una delle quali occupava praticamente tutto il lato A: bello, eh, per\u00f2 cupissimo e con una copertina assurda con un maiale in volo su quella che sembrava una fabbrica. Ma non era &#8220;quello&#8221;.<br \/>\nAllora chiedo ad un amico di famiglia, noto per fare il dj nella discoteca del paese, descrivendogli per sommi capi e per quanto possibile a parole, la musica di quella caseetta, lui sicuramente lo conoscer\u00e0: &#8220;Come no, The Dark Side of The Moon \u00e8 il disco pi\u00f9 famoso dei Pink Floyd! Domani te lo porto&#8221;, e il giorno dopo si presenta su quel disco, abbastanza consumato (aveva oramai quasi 10 anni), con quel prisma in copertina: \u00e8 fatto, mi sono detto, l&#8217;ho trovato, un disco con quella musica cos\u00ec &#8220;spaziale&#8221; non poteva non avere un titolo che avesse a che fare con lo spazio. Di nuovo per\u00f2 non era &#8220;quello&#8221; nella cassetta, ma fu una folgorazione: un disco che alternava musica (fantastica, tra assoli di chitarra mozzafiato e pezzi strumentali emozionanti nonostante l&#8217;assenza di testi) a suoni della vita di tutti i giorni. E io che pensavo che quel disco nel negozio di hifi fosse la cosa pi\u00f9 bella mai ascoltata&#8230;<br \/>\nPoi iniziai il liceo, cominciai ad incontrare ragazzi che avevano gusti musicali pi\u00f9 ampi vivendo in una cittadina pi\u00f9 grande del paesello, e soprattutto iniziai a studiare inglese, cosa che mi avrebbe aiutato a ricordarmi il titolo di &#8220;quel disco&#8221;, che poi era &#8220;Wish You Where Here&#8221;, incartato nel cellophane nero e solo con un adesivo a dire che era un disco dei Pink Floyd. Comperai poi &#8220;The Wall&#8221;, dopo aver inutilmente tentato pi\u00f9 volte di farmelo prestare da un compaesano notoriamente tirato per copiarlo su una cassetta (al cromo ovviamente), e tutti i dischi precedenti: &#8220;Meddle&#8221; lo comprai al ritorno da una gita scolastica alla Ricordi di Verona, insieme ad mio compagno di classe che comper\u00f2 &#8220;Alchemy dei Dire Straits, ed insieme fummo guardati come dei paria musicali dai nostri compagni che ascoltavano Duran Duran e Alphaville. Ricordo anche la delusione di quando, dopo averlo aspettato nei negozi di dischi, comperai &#8220;The Final Cut&#8221; che tuttora rimane il disco dei Pink Floyd che mi \u00e8 piaciuto di meno. Poi i dissidi tra gli elementi dei Pink Floyd fecero cessare la loro produzione musicale per anni: i dischi successivi, sono usciti al ritmo di uno ogni 5 anni, in pratica uno subito dopo il mio esame di maturit\u00e0 e l&#8217;altro poco prima della laurea: ricordo benissimo che acquistai &#8220;Pulse&#8221; poco prima di discutere la tesi, da un negozio nel corso di Pisa&#8230;<br \/>\nI Pink Floyd per me sono stati dei musicisti speciali: ad ogni acquisto di un loro disco ancora oggi riesco ad abbinare una ben precisa emozione, cosa che posso registrare per pochissimi dischi di altri autori.<br \/>\nEbbene per &#8220;The Endless River&#8221;, fino quasi alla fine, temevo che la magia fosse finita: la musica scorre gradevole, ma certo, trattandosi di frattaglie e rimasugli delle sessioni di registrazione di &#8220;The Division Bell&#8221;, non c&#8217;era da aspettarsi molto: quando stavo per rassegnarmi \u00e8 arrivata &#8220;Louder Than Words&#8221; a rinnovare quella magia.<br \/>\nMa forse, come dicevo nelle prime due righe, al proprio amore si riesce a perdonare tutto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;oggetto del tuo amore perdoneresti tutto, anche robe come &#8220;The Final Cut&#8221;, per dire&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45],"tags":[],"class_list":["post-825","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-canzoni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.emmeeffe.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/825","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.emmeeffe.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.emmeeffe.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.emmeeffe.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.emmeeffe.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=825"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.emmeeffe.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/825\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":829,"href":"https:\/\/www.emmeeffe.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/825\/revisions\/829"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.emmeeffe.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=825"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.emmeeffe.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=825"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.emmeeffe.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=825"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}